Santo

Santo è attributo di un essere, oggetto o manifestazione che si ritiene essere correlato alla divinità. Nel significato moderno, il termine santo è utilizzato principalmente riferendosi a ciò che si ritiene inviolabile, in quanto consacrato da una legge spesso religiosa, oppure venerato, o considerato degno di rispetto. Lortografia varia secondo le seguenti regole: al maschile singolare si tronca in san davanti a consonante diversa da s impura, davanti a gruppo consonantico e davanti a i semiconsonante: san Benedetto, san Prisco, san Jacopo, santo Stefano; al maschile e femminile singolare si elide davanti a vocale: santAnna, santAntonio, santOrsola.

1.1. Cristianesimo La Chiesa cattolica
Per la fede cattolica, "santo" è colui che sullesempio di Gesù Cristo, animato dallamore, vive e muore in grazia di Dio; in senso particolare è colui che in vita si è distinto per lesercizio delle virtù cristiane in forma eroica o per aver dato la vita a causa della fede i martiri. La Chiesa cattolica, attraverso un atto proprio del magistero del papa, proclama santo una persona solo in seguito allesito di un articolato procedimento detto canonizzazione. Nella terminologia del Nuovo Testamento è il corrispettivo dellespressione "essere in Cristo".
Per i cattolici, il santo è colui che pienamente risponde alla chiamata di Dio ad essere così come Egli lo ha pensato e creato, frammento nel quotidiano del suo amore per lumanità. La fede cattolica insegna che Dio ha per ogni persona unidea particolare, ed assegna ad ognuno un posto preciso nella comunità dei credenti. Non esistono dunque caratteristiche univoche di santità, ma nella teologia cattolica, ognuno ha una santità particolare da scoprire e porre in atto. Santo, per la fede cattolica, può e deve essere chiunque, senza la necessità di particolari doni o capacità. Tra i santi, che la Chiesa riconosce essere in numero ampiamente maggiore rispetto a coloro che ufficialmente vengono riconosciuti come tali, se ne distinguono alcuni che, nella fede, sono stati posti da Dio in particolare evidenza come, ad esempio, i fondatori di ordini religiosi o i grandi riformatori della Chiesa. Il santo viene proposto come modello a tutti i fedeli ed agli uomini di buona volontà non tanto per quanto ha fatto o detto, ma poiché si è messo in ascolto ed a disposizione di Dio accettando, nella fede, che fosse Lui a dirigere attraverso lopera dello Spirito Santo la sua vita. Per la Chiesa cattolica, dunque, a dover essere imitato è soprattutto latteggiamento di obbedienza a Dio e lamore al prossimo che ogni santo ha reso reale nei modi più diversi.
Dal momento della sua morte, dopo il giudizio, il santo o santa è in Paradiso, vive in eterno la totale comunione con Dio che in vita ha pregustato e continua a partecipare pienamente del progetto amorevole di Dio sul creato. Infatti dalla comunione con Dio nasce la possibilità, per il santo, di essere intercessore per i vivi, ossia un canale privilegiato di amore da parte di Dio verso coloro che ancora - dice la Chiesa - vivono il pellegrinaggio terreno. Questa comunione, nel credo della Chiesa, è detta comunione dei santi o comunione delle cose sante. Questa verità di fede parte dal presupposto che tutti coloro che sono cristiani, vivi o defunti, partecipino dellunico corpo di Cristo che è la Chiesa. Dunque la felicità, la gioia, lamore che una parte del corpo riceve e vive arreca giovamento, dal punto di vista spirituale, a tutto il corpo. Coloro che già vivono la pienezza dellincontro con Dio stimolano, con lesito della propria vita terrena, coloro che ancora non vi sono arrivati suscitando in loro la speranza di partecipare della medesima gioia.
Nella devozione cattolica i santi sono oggetto di venerazione gr. dulìa e non di adorazione gr. latria, che è dovuta solo e soltanto a Dio e che non può essere tributata ad una creatura, per quanto grande sia. Uno degli esempi più antichi della venerazione dei santi lo si è scoperto in seguito agli scavi di Cafarnao del 1968, città di Simon Pietro secondo i vangeli. Sotto il pavimento di una chiesa dedicata allapostolo sin dal V secolo la più antica che si conoscesse in Palestina, si è trovata quella che gli archeologi hanno provato in modo indiscutibile essere appunto la casa di Pietro. Si tratta di una povera abitazione, simile in tutto alle altre che la circondano tranne che in un particolare: le mura sono coperte di affreschi e graffiti con invocazioni a Pietro per chiederne la protezione. È accertato che la casa fu trasformata in luogo sacro sin dal primo secolo: è quindi la più antica" chiesa” cristiana conosciuta. Testimonia che prima del 100 non solo già vigoreggiava il culto di Gesù ma giungeva a maturazione addirittura la" canonizzazione” dei suoi discepoli, già invocati come" santi” protettori.

1.2. Cristianesimo Storia
Nei primi tempi del Cristianesimo, il termine santo indicava genericamente qualsiasi cristiano, in quanto "santificato", cioè "messo da parte", "appartato", "consacrato" e non solo perché reso sacro da Dio per mezzo del battesimo, come poi successivamente indicato dalla Chiesa cattolica. I santi quindi erano tutti i seguaci di Cristo apostoli e discepoli. Gente fisicamente e spiritualmente viva che si sforzava di seguire Cristo le scritture. Paolo di Tarso, ad esempio, indirizza la sua Lettera agli Efesini "ai santi che sono in Efeso" ma, allo stesso tempo, traccia una distinzione con il "vero apostolo" o santo, in grado di operare "miracoli, prodigi ed opere di potenza" 12.12. Vedi anche santificazione e Comunione dei Santi.
In seguito, con il termine si cominciò ad indicare principalmente i cristiani uccisi per la loro fede in Cristo, cioè i "martiri", per distinguerli da coloro che per non subire il martirio rinnegavano la fede in Cristo. Il culto dei martiri fu una evoluzione del culto per i defunti: già Agostino faceva notare che più che pregare per un martire defunto occorreva che il martire pregasse per i viventi.
Ad incentivare poi il culto dei martiri fu papa Damaso I, il quale - terminate le persecuzioni - restaurò le catacombe e rintracciò le tombe dei santi; in particolare, fece traslare le spoglie mortali di San Cesario diacono e martire da Terracina a Roma affinché l’imperatore avesse avuto un santo tutelare di nome Caesarius.
Con il termine delle persecuzioni, ai martiri furono associati, come santi, i cosiddetti confessori, persone cioè che, pur non essendo state martirizzate, avevano professato "confessato" la loro fede cristiana per tutta la vita. Tra i primi santi non martiri è da citare san Martino di Tours. via i santi riconosciuti come tali aumentarono, e così nacquero altre tipologie di santi che li raggruppavano: vergini, dottori della Chiesa, santi educatori, eccetera.
Nel Medioevo, con la compilazione di elenchi di santi ausiliatori, cioè di santi che erano ritenuti capaci di svolgere una specifica intercessione per problemi particolari - solitamente di salute -, nacque lusanza dei patronati.
Tra i santi ausiliatori, si può citare san Biagio per le malattie della gola, santAgata per le malattie del seno, santApollonia per i denti e santa Lucia per la vista.
Con laumentare della devozione ai santi aumentarono anche gli abusi: la ricerca delle reliquie dei santi più venerati sfociò spesso in aberrazioni commerciali ed in vere e proprie guerre tra città per il loro possesso. Possedere una reliquia "potente", infatti, implicava un aumento del prestigio della città, un incremento dei pellegrini e quindi delle ricchezze che questi portavano. Gli abusi commessi in relazione al culto dei Santi furono una della cause dello scisma protestante. Già dal Concilio di Trento la Chiesa cattolica si applicò con fermezza per porre un freno alle aberrazioni e ripristinare il significato spirituale del culto.
Nel XX secolo, dopo il Concilio Vaticano II e ad opera soprattutto di Giovanni Paolo II, il concetto di santità è stato interpretato in senso più ampio e più moderno di quanto non fosse in precedenza: prima era attribuita quasi totalmente a persone che avevano dedicato la propria vita alla Chiesa cattolica nella vita consacrata, ovvero presbiteri, vescovi e suore. Successivamente si ebbero diversi santi laici, sposati o meno che fossero. Da qui la canonizzazione di esempi di coniugi come Luigi Beltrame Quattrocchi e Maria Corsini o la beatificazione di laici impegnati come Piergiorgio Frassati. Nella visione cattolica come è chiaramente espressa dal Concilio Vaticano II nella costituzione dogmatica Lumen Gentium, la santità è possibile in ogni chiamata di vita, sia essa laica o religiosa; anzi ogni essere umano è chiamato alla santità, cioè ad uniformare la propria esistenza terrena al volere di Dio; dove per volere di Dio si intende lì dove viviamo la nostra quotidiana fatica, dove Dio ci ha portato e creato.

1.3. Cristianesimo Santi non storici
Alcuni teologi cattolici e protestanti credono che molte delle persone venerate come Sante di cui si narra la vita in agiografie e prevalentemente il martirio in passiones dei primi secoli del Cristianesimo, siano elaborazioni leggendarie piuttosto che persone reali; per indicare questo fenomeno, tali santi vengono chiamati non storici. È difficile stabilire con esattezza quali santi siano effettivamente non storici: infatti è molto più complicato dimostrare la non esistenza di una persona piuttosto che la sua esistenza, vista la scarsità di fonti contemporanee o indipendenti.
Un gran numero dei santi cristiani antichi hanno nomi pagani; probabilmente si trattava di convertiti al cristianesimo poi diventati santi. In alcuni casi tuttavia è possibile che avvenisse un trasferimento del culto da divinità pagane a santi cristiani in maniera più o meno diretta. Dato che, dopo i decreti teodosiani, non era più possibile venerare dèi pagani, il culto sarebbe stato cristianizzato dai fedeli in questo modo, ufficialmente sostituendo la venerazione diretta di una divinità con una richiesta di intercessione, mantenendo però la sostanza le usanze del culto politeista santa Venere, san Mercurio ecc. I miti relativi a queste divinità sarebbero di conseguenza anche stati integrati nel racconto della vita e dei miracoli del santo omonimo: un esempio di questo processo avvenne, secondo queste teorie, con santa Brigida dIrlanda, il cui culto è del tutto analogo a quello della divinità celtica Brigid. Inoltre altri miti pre-cristiani, quali gli aneddoti e favole riguardanti gli antichi eroi, potrebbero anche essersi fusi con le figure di alcuni santi.
Naturalmente per tutti questi santi si sarebbero inventate vite esemplari, piene di particolari edificanti e si celebrarono i martirii che essi avrebbero subito. Già dal XVII secolo, per opera della scuola critica dei gesuiti bollandisti, cominciò unaccurata revisione delle antiche documentazioni agiografiche con criteri di critica storica.

1.4. Cristianesimo I santi cattolici
Tra i santi la Chiesa cattolica venera anzitutto Maria, la madre di Gesù: il culto della Madonna, detto iperdulia, è considerato di livello superiore alla dulia riservata agli altri santi. Un culto particolare è riservato a san Giuseppe lo sposo di Maria. A Lui spetta un culto di protodulia definito anche di somma dulia. Il culto è la testimonianza dellonore e delleccellenza di san Giuseppe su tutti i santi. La grandezza di san Giuseppe è la maggiore dopo quella di Gesù Cristo e Maria; hanno speciale importanza, poi, gli apostoli e i martiri. Quindi, in ordine temporale o di importanza del culto e potenza dellintercessione:
santi angeli re
santi discepoli
santi patriarchi e profeti
santi monaci, eremiti e asceti
Maria, e Giuseppe
santi infanti e vergini
Gesù Cristo
santi padri e dottori della Chiesa
santi arcangeli Gabriele e Raffaele
santi mistici e patroni.
san Michele arcangelo
martiri e confessori
santi apostoli ed evangelisti
Altre categorie considerate particolarmente insigni sono i padri della Chiesa cioè i più antichi e autorevoli espositori della dottrina cristiana quali ad esempio santAgostino, e i dottori della Chiesa più recenti dei padri ma anchessi autorevoli, come Tommaso dAquino. Altre categorie di santi sono quella dei confessori cioè cristiani che hanno vissuto con coerenza eroica la fede, le vergini, soprattutto donne consacrate. Si elenca qualche esempio tra i santi maggiormente conosciuti in Italia: san Francesco dAssisi, santAntonio di Padova, santa Rita da Cascia, santa Caterina da Siena, san Benedetto da Norcia, san Gabriele delladdolorata, san Giovanni Bosco, san Luigi Orione, san Pio da Pietrelcina, San Gennaro, San Luigi Gonzaga.
In Italia è diffusa la tradizione dellonomastico, ossia di festeggiare in famiglia magari con un semplice augurio il giorno dedicato a un Santo che portò lo stesso nome del festeggiato. Tale giorno coincide spesso con la data della morte considerata dies natalis, giorno della nascita al Cielo. Il nome di santo che si trova nella casella quotidiana di molti calendari è solo uno tra i parecchi nomi che possono essere riferiti a quel giorno. Egualmente è possibile che più santi omonimi, morti in giorni diversi di epoche diverse, abbiano portato lo stesso nome, e quindi rimane al gusto dellinteressato di scegliersi il giorno per lonomastico.

1.5. Cristianesimo Santi bambini e adolescenti
Numerosi sono i santi e beati morti in giovane età:
Domenico Savio santo San Giovanni di Riva di Chieri, 2 aprile 1842 – Mondonio di Castelnuovo dAsti, 9 marzo 1857
Maria Phon beata Songkhon Thailandia 6 gennaio 1925 - Songkhon 26 dicembre 1940
Vincenzina Carminati, Bergamo 17 gennaio 1907 - Torre Bordone, 9 gennaio 1920
Bibiana Khampai beata Songkhon Thailandia 4 novembre 1925 - Songkhon 26 dicembre 1940
Maria Filippetto, Padova 5 aprile 1912 - ivi, 3 giugno 1927
Emma Alutto nata ad Alba il 19 maggio 1928, morta ad Alba il 5 aprile 1936
Maria Goretti santa, Corinaldo, 16 ottobre 1890 – Nettuno, 6 luglio 1902
Guglielmina Marconi, Pisa 2 febbraio 1898 - luglio 1909
Antonietta Meo venerabile Roma, 15 dicembre 1930 – Roma, 3 luglio 1937
Gustavo Maria Bruni servo di Dio, Torino 6 maggio 1903 - ivi, 10 febbraio 1911
Francesco e Giacinta Marto santi, due dei pastorelli di Fátima
Lucrezia di Mérida santa, martire spagnola del IV secolo, ricorrenza 23 novembre Da non confondere con Leocrizia Lucrezia di Cordova, santa e martire spagnola del IX secolo, ricordata il 15 marzo)
San Quirico martire con la madre santa Giulitta
Angela Iacobellis Roma, 16 ottobre 1948 - 27 marzo 1961
Maria Lucia Chausset, Montelier 27 gennaio 1920 - ivi, 24 marzo 1926
Anna De Guigné venerabile, Annecy Le Vieux 25 aprile 1911 - Cannes 14 gennaio 1922
San Baruda martire con san Romano
Anfrosina Berardi S. Marco di Preturo LAquila, 6 dicembre 1920 - 13 marzo 1933
Cecilia Bhutsi beata Songkhon Thailandia 16 dicembre 1924 - Songkhon 26 dicembre 1940
Maria Gabriella Taurel, Tolone 19 settembre 1905 - ivi, 22 febbraio 1912
Giovannina Piazza, Bistagno 3 maggio 1897 - ivi 8 aprile 1912
José Sánchez del Rio, martire messicano della Guerra Cristera, beatificato nel 2005, canonizzato nel 2016 e ricordato il 20 novembre.
Laura Vicuña Santiago del Cile Cile, 5 aprile 1891 - Junin de los Andes Argentina, 22 gennaio 1904

1.6. Cristianesimo La canonizzazione
Il processo per mezzo del quale la Chiesa cattolica riconosce una persona come santo, si chiama canonizzazione. Dopo la morte di una persona ritenuta "santa" viene avviato il processo di canonizzazione. Il processo viene istruito per verificare leroicità dei carismi della fede cristiani della persona candidata. Ne ha competenza la Congregazione delle Cause dei Santi, le fasi del processo sono fondamentalmente quattro, e man mano che la causa va avanti di fase in fase, la persona in questione, riceverà i seguenti appellativi:
Venerabile
Servo di Dio
Beato
Santo

1.7. Cristianesimo Altre accezioni del termine santo
La parola "santo" si usa anche come aggettivo riferito alla Chiesa e a tutto ciò che la tradizione cattolica considera sacro o consacrato al culto:
Anno Santo: quello del Giubileo;
Santa Sede: lufficio del papa di governare la Chiesa cattolica;
Santo Padre: appellativo del papa;
Terra Santa: la Palestina, in quanto Gesù vi nacque e vi soffrì la sua passione;
Oli santi: il crisma, lolio dei catecumeni e lolio degli infermi;
Santissimo Sacramento, talvolta per brevità detto solo Santissimo.
Porta santa: quelle porte delle quattro Basiliche maggiori che si aprono negli anni santi.
Santo Sepolcro: quello di Gesù a Gerusalemme;
Settimana Santa, e ugualmente lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato Santo: precedono la Pasqua di Resurrezione;

1.8. Cristianesimo Chiese ortodosse
Nella Chiesa cristiana ortodossa è definito Santo chiunque si trovi in paradiso, che sia riconosciuto come tale sulla terra o meno. Secondo questa definizione, Adamo ed Eva, Mosè, i vari profeti, gli angeli e gli arcangeli hanno tutti il titolo di Santo.
Gli ortodossi credono che Dio riveli i suoi santi, spesso rispondendo a preghiere o con altri miracoli. Per gli ortodossi, il riconoscimento formale di un santo avviene molti anni dopo che questi è stato riconosciuto da una comunità locale. Esistono numerosi piccoli seguiti locali per innumerevoli santi che non sono ancora stati riconosciuti dalla Chiesa ortodossa nel suo insieme. Si deve sottolineare che comunque questo riconoscimento non è necessario, un santo rivelato, anche su piccola scala è comunque un santo. Ci sono comunque spesso casi in cui Dio rivela i suoi santi su una scala più ampia, perfino mondiale. In tali casi, dopo un attento processo di delibera da parte di un sinodo di vescovi, si ha un formale servizio di glorificazione col quale al santo viene assegnato un giorno nel calendario, così che possa essere celebrato dallintera chiesa.
Questo fu il caso della santificazione dello zar Nicola II di Russia e della sua famiglia. Inizialmente i membri della famiglia reale vennero riconosciuti come martiri dalla Chiesa Ortodossa Russa in esilio nel 1981, dopo di che, molti credenti in Russia iniziarono a pregare lo Zar e la sua famiglia. Vennero riportati dei miracoli, compresa unicona ritenuta miracolosa che portò a unimmediata glorificazione locale. Nel 2000, lo Zar e la sua famiglia vennero glorificati ufficialmente dalla Chiesa ortodossa russa.
Si crede che uno dei modi con cui Dio rivela la santità di una persona possa essere linusuale e presumibilmente miracolosa condizione delle sue reliquie dei suoi resti. Nei paesi ortodossi è spesso usanza di riutilizzare le tombe dopo 3 o 5 anni, a causa dello spazio limitato. Le ossa vengono rispettosamente lavate e poste in un ossario, spesso con il nome della persona scritto sul teschio. Occasionalmente, quando un corpo viene esumato, avviene qualcosa di "miracoloso". Ci sono stati numerosi casi in cui le ossa esumate avevano improvvisamente sprigionato una fragranza meravigliosa, come di fiori; o talvolta i resti del corpo erano intatti e privi di segni di decadimento, come nel giorno in cui la persona era morta, nonostante non fossero stati imbalsamati tradizionalmente gli ortodossi non imbalsamano i morti e fossero stati sepolti per 3 o 5 anni.
Il motivo per cui le reliquie sono considerate sacre è perché, per gli ortodossi, la separazione di corpo e anima è innaturale. Corpo e anima assieme costituiscono la persona, e alla fine, le due parti verranno riunite; quindi, il corpo di un santo condivide la "santità" dellanima del santo. Come regola generale, solo il clero può toccare le reliquie, allo scopo di spostarle o portarle in processione, comunque, nella venerazione, i fedeli baceranno le reliquie per mostrare amore e rispetto nei confronti del santo. Ogni altare di ogni chiesa ortodossa contiene delle reliquie, solitamente di martiri. Gli interni delle chiese ortodosse sono ricoperti con le icone dei santi.
Siccome la chiesa non mostra una reale distinzione tra i vivi e i morti i santi sono vivi in paradiso, gli ortodossi trattano i santi come se fossero ancora presenti. Li venerano e richiedono le loro preghiere, e li considerano fratelli e sorelle in Gesù Cristo. i santi sono venerati e amati e viene chiesto loro di intercedere per la nostra salvezza, ma deve essere compreso chiaramente che non devono essere adorati, ma piuttosto trattati con il rispetto dovuto a chiunque abbia combattuto e vinto per la giusta causa. Questo pone i santi in una posizione in cui possono aiutare lumanità tramite la loro diretta comunione con Dio, attraverso lintercessione per la nostra salvezza, e addirittura occasionalmente con la loro interazione diretta. Si crede che molti santi siano apparsi allo scopo di aiutare la gente in momenti di bisogno.
Tradizionalmente, quando una persona viene battezzata nella Chiesa ortodossa, poiché "nasce nuovamente" ed è una persona nuova, le viene dato un nuovo nome, sempre appartenuto ad un santo. È comune che indipendentemente dal nome con cui una persona è nata, questa persona inizi ad usare come suo esclusivamente il nome del suo santo. Questo santo diventa il patrono personale e invece del compleanno il battezzato celebra il giorno del suo santo con una maggiore importanza.

1.9. Cristianesimo Chiese riformate
Le confessioni protestanti, attualizzando il concetto di santità presentato dalla Bibbia, si oppongono fermamente a quello del Tesoro dei Santi e dei Martiri. Lintervento di una potenza salvifica oltre a quella di Dio e di una via di salvezza oltre a quella della fede in Cristo viene infatti percepita come una pericolosa distorsione del significato originale delle Scritture, la fedeltà al quale è base fondamentale di tutte le chiese Protestanti che si rifanno alle sole scritture come unica autorità, poiché la Bibbia si interpreta con la Bibbia. La figura di Maria è decisamente ridimensionata rispetto alle confessioni cattolica e ortodossa, ma tenuta in grande considerazione in quanto, madre del Salvatore, esempio di fede, conoscenza e amore per Dio.
A questo va aggiunto che il concetto di predestinazione, tipico del Calvinismo dei secoli passati, sosteneva che il destino ultimo di salvezza o dannazione di una persona fosse predeterminato da Dio, il che non lascia molto spazio allintercessione dei santi, in quanto luomo nasce già sotto condanna e quindi spiritualmente morto, come sta scritto in Efesini 2:6, Dio ha vivificato anche voi, voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati. Bisogna tuttavia distinguere fra invocazione e intercessione, e fra intercessione dei santi defunti e dei santi vivi. In generale quasi tutto il protestantesimo rifiuta linvocazione dei santi, mentre tutto il protestantesimo accetta lintercessione "terrena" dei santi, poiché questa è comandata nella scrittura, dove si invita a pregare gli uni per gli altri. È rifiutata lidea che i vivi possano intercedere per i morti, come sta scritto nella Bibbia, non è possibile con i morti, comunicare con i vivi, Luca 16:19-31, 19 "Cera un uomo ricco, che si vestiva di porpora e di bisso, e ogni giorno si divertiva splendidamente; 20 e cera un mendicante, chiamato Lazzaro, che stava alla porta di lui, pieno di ulceri, 21 e bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; e perfino i cani venivano a leccargli le ulceri. 22 Avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abraamo; morì anche il ricco, e fu sepolto. 23 E nellAdes, essendo nei tormenti, alzò gli occhi e vide da lontano Abraamo, e Lazzaro nel suo seno; 24 ed esclamò: "Padre Abraamo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nellacqua per rinfrescarmi la lingua, perché sono tormentato in questa fiamma". 25 Ma Abraamo disse: "Figlio, ricòrdati che tu nella tua vita hai ricevuto i tuoi beni e che Lazzaro similmente ricevette i mali; ma ora qui egli è consolato, e tu sei tormentato. 26 Oltre a tutto questo, fra noi e voi è posta una grande voragine, perché quelli che vorrebbero passare di qui a voi non possano, né di là si passi da noi". 27 Ed egli disse: "Ti prego, dunque, o padre, che tu lo mandi a casa di mio padre, 28 perché ho cinque fratelli, affinché attesti loro queste cose, e non vengano anche loro in questo luogo di tormento". 29 Abraamo disse: "Hanno Mosè e i profeti; ascoltino quelli". 30 Ed egli: "No, padre Abraamo; ma se qualcuno dai morti va a loro, si ravvedranno". 31 Abraamo rispose: "Se non ascoltano Mosè e i profeti, non si lasceranno persuadere neppure se uno dei morti risuscita". La descrizione di questa pratica nel secondo libro dei Maccabei fu uno dei motivi che portò Lutero a negare la canonicità di questo libro apocrifo.
Tuttavia, una persona, che si sia distinta per virtù durante la sua vita è certamente un esempio da ricordare e da imitare, nella speranza che la mano di Cristo si faccia strada in chi è ancora vivo, come si fece strada in quella persona. Il protestantesimo, dunque, non osteggia il Santo in quanto buon esempio, ma quando viene proposto come portatore di Grazia e Salvezza, poiché questa viene solo da Dio. Ad esempio la confessione augustana, la più importante confessione di fede evangelica scritta da Filippo Melantone afferma, allarticolo 21:
A seconda delle confessioni protestanti si trovano maggiori o minori riserve sulla preghiera verso i santi: la Chiesa anglicana, ad esempio, ha mantenuto un suo calendario dei santi e una ritualità vicina al Cattolicesimo. Anche le diverse chiese luterane hanno un calendario liturgico in cui vengono commemorati i santi. Il rivolgersi in preghiera ai santi è lasciato alla decisione dellindividuo, ma si pone laccento sulla necessità che non diventi una pratica pubblica, della congregazione intera ed infatti in quasi tutte le confessioni protestanti le chiese vengono intitolate ai Santi, proprio come avviene per quelle cattoliche ed ortodosse. I fedeli, come si è detto, devono confidare solo in Cristo per la loro salvezza.
Lopera di Walter Nigg, teologo protestante svizzero, dimostra come anche in ambito riformato si sia sentita, anche di recente, la necessità di un recupero della figura del santo.

2. Ebraismo
Il concetto che più si avvicina a quello di santo nellebraismo è quello dello tzadik, una persona retta. Il Talmud dice che in qualsiasi momento almeno 36 anonimi tzaddikim vivono tra di noi per evitare che il mondo venga distrutto. Il Talmud e la cabala offrono varie idee circa la natura e il ruolo di questi 36 tzaddikim. Il termine può essere usato genericamente per indicare una qualsiasi persona giusta.

3. Islam
Benché la religione islamica non preveda differenze tra gli uomini, e lortodossia escluda perciò di contemplare una categoria "speciale" di persone ad un livello superiore rispetto agli altri uomini in termini di santità, la religiosità popolare ha sempre amato distinguere, con vari tipi di riconoscimento, delle persone dotate di "santità". Il termine genericamente impiegato per indicare questi "santi" islamici è quello di wali, "amico di Dio". Ad essi vengono attribuite non solo doti di zelo religioso ma anche qualità taumaturgiche, profetiche, intercessorie.
È opinione diffusa nel mondo islamico che nel mondo siano sempre presenti, mescolati alla gente comune, trecento "santi", persone particolarmente dotate di favori divini, ignoti gli uni agli altri e distribuiti in modo gerarchico.
Al livello più elevato, infine, vi è il ghuth "salvatore", vero e proprio santo intercessore. Vengono solitamente considerati tali Sidi Abd el Qader el-Jilani, Sidi Ibn Arabi, Sidi Bu Medin.
A un grado superiore di conoscenza, con occhi ormai abituati a questa illuminazione, essi appaiono rientrati in sé e costituiscono i nujaba "coloro la cui intelligenza è completa" o nuqaba luogotenenti, apostoli. Mosè Sidna Musa ne aveva 12 al proprio servizio, e altrettanti ne aveva Gesù Sidna Issa ; i suoi apostoli sono detti anche hawariyun.
Al gradino inferiore di questa scala vi sono i buhala propriamente "folli" ma anche "illuminati", cosiddetti perché la conoscenza che Dio ha dato loro li ha abbacinati e per questo appaiono folli agli occhi del mondo.
Al terzo livello vi sono gli awtad i quattro "punti cardinali"; spesso chiamati anche aqtab "poli", che però per alcuni sarebbero una categoria distinta, ministri del capo supremo. Tali erano i primi quattro califfi nei confronti di Maometto.