Intolleranza religiosa

Quando lo Stato trova il suo fondamento nel sostegno di una religione rivelata non può esimersi di offrire il suo "braccio secolare" in difesa dellortodossia negando ai suoi stessi cittadini la libertà di dissentire e quindi, considerandoli come stranieri, espellerli dal suo territorio.

1. Lintolleranza nel mondo contemporaneo
Il tema dellintolleranza religiosa sta conoscendo una crescente attenzione internazionale, anche perché la libertà religiosa sta incontrando crescenti minacce. Si stima che oggi il 70% della popolazione mondiale viva in paesi con elevate limitazioni alla libertà religiosa, determinate dalle autorità governative o dagli elevati livelli di ostilità sociale.
Secondo quanto riportato nel Rapporto 2012 delle Nazioni Unite, le manifestazioni di intolleranza più comuni comprendono restrizioni burocratiche sproporzionate, impedimenti alla costruzione di edifici religiosi e discriminazioni sistematiche a livello sociale. Le violazioni, spesso legate a pregiudizi e denigrazioni, includono inoltre atti di vandalismo e profanazione, proibizione di cerimonie religiose, confische, minacce e atti di violenza.
Gli abusi le violazioni della libertà religiosa si inseriscono spesso nel quadro di più ampi conflitti tra società e nazioni.

2. Organismi internazionali a difesa della libertà religiosa
Unione Europea
LUnione europea ha ribadito in più occasioni il suo impegno nella lotta contro lintolleranza religiosa, anche in collaborazione con altri organismi internazionali.

2.1. Organismi internazionali a difesa della libertà religiosa Nazioni Unite
Le Nazioni Unite hanno istituito nel 1986 la figura del Relatore speciale sulla libertà di religione o credo, un esperto nominato dal Consiglio dei Diritti Umani.
Il Relatore ha il compito di promuovere ladozione di misure per la tutela della libertà religiosa, identificando gli ostacoli esistenti e monitorando incidenti e violazioni su questo tema.
Il Relatore produce annualmente un rapporto sullo stato della libertà di religione o di credo. Il Rapporto 2012 mette in evidenza la segnalazione di numerose gravi violazioni dei diritti, soprattutto sul tema della conversione. A questo proposito, sono state individuati quattro ambiti che richiedono unattenzione sistematica:
il diritto alla conversione, minacciato in molti stati da norme che prevedono per questi casi lincriminazione e la pena di morte con accuse di apostasia, blasfemia o simili;
il diritto a non essere costretti a una conversione: particolarmente forti sono le pressioni o le minacce subite in questo ambito dalle donne;
il diritto di convertire altri senza usare le coercizione: in molti stati sono presenti normative platealmente discriminatorie le comunità religiose impegnate in attività missionarie sono talvolta vittime di pregiudizi sociali che degenerano in paranoia;
i diritti dei bambini e dei loro genitori, vittime di misure repressive contro i figli di persone convertite o i membri di minoranze religiose.

2.2. Organismi internazionali a difesa della libertà religiosa Parlamento europeo
Il Parlamento europeo ha approvato il 18 aprile 2012 una risoluzione sulla relazione annuale sui diritti umani nel mondo nel 2010.
La risoluzione include un apposito paragrafo dedicato a Diritti umani, libertà religiosa e persecuzione dei cristiani nel mondo, nel quale viene condannata con forza ogni forma di persecuzione. Per questo, lUnione Europea si impegna a difendere la libertà religiosa nei contesti internazionali e ritiene particolarmente importante avviare un dialogo costruttivo su questo tema con lOrganizzazione della conferenza islamica OCI. In particolare, lUnione Europea sollecita interventi per scongiurare la violenza in paesi come la Nigeria, lEgitto e lIndonesia.
Le istituzioni europee sono inoltre invitate a combattere pratiche non tollerabili come le conversioni forzate e la criminalizzazione dellapostasia, esercitando pressioni sui paesi che, come nel caso del Pakistan, dellIran e dellArabia Saudita, attuano ancora tali pratiche. Particolare attenzione viene inoltre dedicato alluso strumentale delle accuse di blasfemia.
Tra le iniziative da portare avanti viene evidenziata la necessità di affrontare il problema dei contenuti discriminatori e sediziosi presenti nei mezzi di comunicazione.
Nella Risoluzione viene infine espressa preoccupazione per una possibile evoluzione della primavera araba che neghi, tra gli altri, i diritti delle minoranza religiose.

2.3. Organismi internazionali a difesa della libertà religiosa Consiglio europeo
Il Consiglio europeo, nelle Conclusioni relative allintolleranza, alla discriminazione e alla violenza fondata sulla religione o sul credo 21 febbraio 2011 ha ribadito il forte impegno dellUnione europea per la promozione e la protezione della libertà di religione e di credo. Nelloccasione è stata espressa preoccupazione per la crescita degli atti di intolleranza e discriminazione in diversi Paesi, dove la violenza ha anche assunto i tratti del terrorismo.
Nel documento si afferma la libertà di religione o credo è un diritto umano universale e come tale deve essere protetto dovunque e da chiunque, anche perché intrinsecamente legato ad altri diritti fondamentali, come quelli di opinione e di espressione. Si rileva, purtroppo, nessuna parte del pianeta sembra esente dallintolleranza religiosa.

3.1. Legislazioni nazionali Italia
In Italia alcuni articoli della Costituzione stabiliscono la libertà di culto, come per esempio larticolo 8 in cui si afferma che "Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge" e anche che "Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con lordinamento giuridico italiano.". Allentrata in vigore della Costituzione repubblica il 1º gennaio 1948, tuttavia, le confessioni religiose diverse dalla cattolica rimasero sostanzialmente sottoposte alla legislazione sui "culti ammessi" approvata durante il fascismo con un sistema di regolamentazione dei rapporti tra lo Stato le confessioni religiose del tutto diverso da quello previsto nel dettato costituzionale. La tolleranza verso le minoranze religiose nella legge non contemplava la protezione del principio della libertà di coscienza, cardine essenziale di quella religiosa, ma in essa e nei decreti attuativi, erano dettate norme per sottoporre i culti ad un maggior controllo e vigilanza da parte dello Stato. Solo successive pronunce della Corte Costituzionale e la ratifica di alcune intese hanno in parte superato la legislazione fascista.

3.2. Legislazioni nazionali Altri paesi
Le costituzioni di molti paesi nel mondo contengono disposizioni chiare contro atti di intolleranza religiosa. Ad esempio negli Stati Uniti, o nellarticolo 4 della Legge fondamentale della Repubblica Federale di Germania, o nellarticolo 44.2.1 della Costituzione della Repubblica di Irlanda, o ancora nellarticolo 40 di quella dellEstonia e anche in Turchia, Cina e Filippine.
In alcuni paesi del continente asiatico la libertà religiosa è meno tollerata. Ciò accade nelle Maldive, in Afghanistan, in Azerbaigian e altri, tanto che lAsia risulta da tal punto di vista il continente più intollerante.