Risurrezione

La risurrezione o resurrezione è il ritorno alla vita dopo la morte analogamente al risveglio successivo al sonno. Ciò che pare comune a tutte le religioni che prevedono la reviviscenza o quantomeno la non-estinzione dellanima del defunto, cioè del complesso della sua spiritualità, è il concetto di "rinascita" o di "ri-sorgere", o riprendendo a vivere nel corpo appena lasciato, oppure presupponendo la fine della vita terrena dopo la quale la persona inizia unesperienza nuova e rinasce.
Nella concezione di molte religioni, è possibile ritornare in vita dopo la morte ed al proposito vengono formulate varie previsioni di modalità a seconda che:
lo spirito, o anima, del defunto sia dopo la morte unito ad un Corpo Mistico di Cristo risorto, o dannato allInferno, in temporanea attesa di esservi unito anche nel corpo con la risurrezione della carne per il Giudizio di Dio, di salvezza o di condanna.
rinascano dopo la morte sia lo spirito che il corpo del defunto in tal caso con tempi differenti.
la nuova vita faccia rifiorire le medesime spoglie terrene del defunto e si parla di risurrezione vera e propria, nello stesso corpo posseduto prima di morire
lo spirito del defunto ritrovi la vita terrena nel corpo di un altro essere vivente e si parla invece di reincarnazione, per lo più con riferimento alla rinascita nelle carni di un essere di specie o genere differente
lo spirito del defunto sia dopo la morte ammesso a vivere una vita di puro spirito
In queste tre ultime accezioni la risurrezione viene indicata come il passaggio dal tempo finito, proprio dellesperienza umana, alleternità spirituale vita eterna.

1. Antico Egitto
Nella mitologia dellAntico Egitto, il dio Osiride, ucciso dal fratello Seth, fu risuscitato dalla moglie Iside e divenne il re delloltretomba e il giudice dei morti.
Per la religione degli antichi Egizi, la vita dopo la morte era la sola duratura e la morte costituiva un passaggio a tale vita. Il corpo veniva imbalsamato per preservarlo dalla corruzione e rimaneva nella tomba. Infatti solo se il corpo era intatto, il" Ka”, la forza vitale delluomo ed il" Ba”, lanima, potevano andare nel Paese dei Morti. Questo Regno è simile al nostro ed è diviso in dodici regioni governate da altrettanti Dei. Al suo arrivo lanima, condotta da Anubi o da Horus, è giudicata in presenza di Osiride: dopo la cerimonia di pesatura del cuore del defunto, detta psicostasia, viene deciso se lanima debba essere divorata da Ammit o entrare nel Paese dei Morti. Per rendere confortevole la vita in questo Regno, i defunti dovevano portarsi appresso servitori e cibo. Ciò era possibile lasciando simbolicamente nella tomba sia statuette di servitori che esercitavano i vari mestieri sia vivande di vario tipo.
La possibilità di questo tipo di sopravvivenza era aperta a tutti ma solo chi possedeva abbastanza danaro per permettersi una tomba e unimbalsamazione vi aveva realmente accesso, per gli altri cera lannullamento.

2. Zoroastrismo
Prevede la risurrezione corporea dei morti per un Giudizio Finale di Dio su Bene Ahura Mazdā e Male Angra Mainyu: il dualismo etico tra Bene e Male, che è alla base di questa religione, si riflette anche sui concetti di Paradiso, Inferno e Giudizio universale.
Dopo la morte, lanima della persona passa un ponte "Chinvato Peretu" sul quale le sue buone azioni sono pesate con quelle cattive. Per gli uomini che sono stati giusti durante la vita il ponte appare largo mentre per gli altri sottile come la lama di un coltello. Il risultato decreta la destinazione dellanima nel Paradiso" Garotman” o nellInferno" Il luogo peggiore”.
Dopo 3000 anni dalla morte di Zarathustra apparirà il Salvatore" Saoschjant” che distruggerà il Male in modo da far iniziare un Nuovo Mondo imperituro purificato in un bagno di metallo fuso. I morti risorgeranno per vivere in questo Nuovo Mondo ma non è chiaro se anche le anime dei peccatori saranno riscattate.

3. Mitologia greca
Si conoscono diversi miti della classicità che parlano di personaggi risorti da morte: in alcuni casi vi è anche acquisizione dellimmortalità.
Semele, la figlia di Cadmo, era stata visitata da Zeus, che la rese madre di Dioniso. La gelosissima Era provocò con un inganno la morte della giovane donna. Una volta cresciuto, Dioniso, che era nato semidio, riuscì a diventare immortale e poté così calarsi nellAde, prendendo quindi con sé lanima della madre; la resuscitò e salì insieme a lei sullOlimpo. Semele fu poi fatta immortale da Zeus.
Pelope, che era stato fatto a pezzi ancora fanciullo dal padre Tantalo che voleva imbandirne le carni agli dei per verificare la loro onniscienza, resuscitò ad opera di Zeus, che soffiò in lui la vita dopo averne ricomposto le membra, fatta eccezione per una spalla che nel frattempo era stata mangiata da Demetra, ancora scioccata per la sparizione di Persefone: al suo posto vi mise una spalla in avorio.
Ippolito, figlio di Teseo e Ippolita, fu resuscitato dal medico Asclepio con laiuto di Artemide. Il giovane era morto nellincidente occorsogli mentre si trovava alla guida del suo cocchio, andato distrutto dopo che i cavalli avevano preso a trascinarlo essendosi imbizzarriti per aver visto affiorare dal mare un toro mostruoso.
Le Moire avevano annunciato limminente morte del re Admeto di Fere, a meno che qualcuno non avesse deciso di immolarsi per lui. Alcesti, moglie di Admeto, accettò: la sua anima era già entrata nellAde quando Eracle, che era amico di Admeto, ingaggiò una lotta furiosa con Thanatos che infine fu costretto a riportare in vita la donna.
Reso, il giovane re trace alleato di Priamo nella guerra di Troia, era stato ucciso nel sonno da Diomede, entrato furtivamente di notte nella sua tenda; la Musa Euterpe, che era sua madre, pregò Ade e Persefone di resuscitarlo: essi acconsentirono e gli dettero anche limmortalità, ma lo obbligarono al soggiorno perpetuo in un luogo sotterraneo misterioso.
Un altro personaggio fatto resuscitare dagli dei inferi fu Protesilao, la prima vittima achea a Troia, ma solo per poche ore.

4. Il mito platonico di Er
Er è una figura inventata da Platone per lelaborazione di uno dei suoi miti, chiamati pertanto platonici: protagonista è un soldato della Panfilia caduto in battaglia, di nome appunto Er, che viene resuscitato mentre il suo corpo sta per essere bruciato sulla pira. Per volere divino Er è entrato nellAde pur non essendo stato ancora sepolto ed è stato poi riportato in vita potendo anche conservare la memoria per non aver bevuto lacqua del fiume Lete, a cui si dissetano invece tutte quelle anime che optano per la reincarnazione, poiché esse devono cancellare ogni ricordo della vita precedente prima di prendere possesso di un nuovo corpo.

5. Ellenismo
A seguito della conquista di Alessandro Magno la cultura e la filosofia greche si espansero in Oriente e più tardi vennero anche raccolte dagli strati colti romani.
Le espressioni greche per risorgere o risvegliarsi vennero usate per indicare un prolungarsi dopo la morte di una vita dellanima condannata però a vagare in un mondo di ombre. Non cera ricompensa per il bene o il male fatto ma solo una terribile pena per la perdita della vita. Questo mondo aveva come re/dio Ade e questo era anche il nome del luogo. I nomi romani erano Plutone per il dio e Inferi o Averno per il posto.
Le Religioni misteriche celebravano il ritmo ciclico vita-morte-rinascita delle forze della Natura. Attraverso vari stadi di iniziazione gli adepti pervengono alla visione beatifica della divinità. Tuttavia queste religioni non sottintendevano una vera e propria liberazione dalla morte ma piuttosto il continuo rinascere di una nuova vita dopo la morte
Anche la tradizione dei Cinici derivante da Diogene di Sinope che lega elementi di filosofia Socratica Stoicismo a elementi della mitologia greca in particolare il semidio Eracle, è legata a culti misterici che celebrano la morte e la risurrezione.

6.1. Ebraismo La tradizione del Tanakh
Il Tanakh si divide in tre parti, Torah o Pentateuco, Neviìm o Profeti e Ketuvim o Agiografi.
La credenza in una risurrezione di uno o tutti i morti compare molto raramente nel Tanakh e comunque in libri tardivi. Nei tempi più antichi Torah valeva la convinzione che gli uomini Ebrei che avessero seguito i Dieci comandamenti fossero ricompensati con una lunga vita terrena e con la possibilità di giungere nellaldilà dopo la morte.
Nel Tanakh ci sono alcuni episodi in cui profeti come Elia ed Eliseo operano risurrezioni singole che sono simili a quelle che poi nel Nuovo Testamento compirà Gesù.
Lidea di una nuova vita estesa a tutti gli Israeliti compare per la prima volta nel Neviìm, Profeti in Osea 6.1-3:
2 Dopo due giorni ci ridarà la vita e il terzo ci farà rialzare e noi vivremo alla sua presenza.
Nel libro del profeta Ezechiele, risalente allEsilio babilonese 586-539 a.C., si parla della sua visione delle ossa dei morti e del potere di Dio di farli risorgere e di vuotare i sepolcri.
Non è assurdo ipotizzare che gli Israeliti durante il periodo Babilonese, durato il tempo di una generazione, vennero a contatto con le religioni orientali delle popolazioni presso cui dimoravano Impero babilonese ed in particolare con lo Zoroastrismo.
Concetti analoghi sono espressi nella cosiddetta Apocalisse di Isaia 26.19 datata a dopo lesilio: i morti risorgeranno e i loro corpi saranno svegliati.
In questi esempi la concezione della Risurrezione è relativa ad unazione divina sul suo Popolo Eletto: il superamento della morte è una parte della salvezza promessa da Dio al suo popolo.
Anche nel libro di Giobbe, risalente forse allinizio del V secolo a.C., si esprime la sua fede nella risurrezione.
Alla fine del I secolo a.C., intorno al 20 a.C., venne avanzata lidea della morte e resurrezione dopo tre giorni di un messia, Efraim discendente di Giuseppe, per intervento dellangelo Gabriele. Questidea venne successivamente accolta dal Talmud e sviluppata in un midrash del II secolo d.C., in cui si espresse il concetto che un messia discendente di Giuseppe avrebbe preceduto il messia discendente di Davide.
Nella concezione giudaica lanima dopo la morte entra nello Sheol, un mondo di nulla e di vuoto fino a che non è da questo risvegliato. Il concetto di Sheol va anchesso modificandosi col tempo. Nel I secolo erano in contrasto le posizioni dei Farisei che seguivano anche una tradizione orale e quelle dei Sadducei che erano sostenitori di una rigida adesione alla Torah, in cui il concetto di risurrezione è assente. Per i Farisei invece erano presenti concetti di angeli, demoni e risurrezione; lo Sheol non è più un luogo di vuoto ma un luogo di attesa della risurrezione. Dopo la morte i giusti vengono portati dagli angeli nel "seno di Abramo", mentre gli empi soffrono il fuoco della Geenna. Questi concetti appaiono chiaramente nella Parabola di Lazzaro e il ricco Epulone. I Farisei credevano nella resurrezione in senso fisico: i corpi sepolti nella terra sarebbero ritornati in vita ad opera di Dio. Al momento della resurrezione i corpi avrebbero avuto la condizione che avevano al momento della morte, poi Dio li avrebbe trasformati risanando le loro infermità. Inizialmente credevano che la resurrezione avrebbe riguardato solo il popolo ebraico, poi arrivarono alla conclusione che sarebbero risolti anche i gentili e anche i giusti tra i gentili sarebbero stati ricompensati da Dio
Maimonide, Yehudah haLevì e Saadya Gaon confermano che la prova logica di fede consiste nella stessa teoria dellopera della creazione ed in quella del miracolo: come Dio ha potuto creare ex nihilo, permettendo lesistenza di qualcosa che ancora non era presente, così avviene per il miracolo, attraverso un intervento appunto prodigioso.

7. Cristianesimo
Dai tempi di Omero il termine greco thànatos aveva il significato di passaggio alla condizione di morte. Altri vocaboli indicavano il sonno ; ciò che era inanimato e senza vita nekròs, il compimento naturale dellesistenza teleutào e linterruzione violenta apoktéino. Nel Nuovo Testamento questultimo termine è usato da Erode nei confronti di San Giovanni Battista Matteo 14.5, riguardo agli operai della vigna Matteo 23.37, nelle profezie della Passione Marco 8.31; 9.31; 10.34, mentre San Paolo ricorda che mediante la morte di Cristo viene uccisa linimicizia Efesini 2.16. Il padre del giovane prodigo invece definisce nekròs il figlio perduto Luca 15.24:32.
Per i Greci la morte significava semplicemente che non cera più la vita. Solo gli dei possedevano limmortalità le pallide ombre degli uomini dimoravano nel regno di Ade. Per difendersi dallidea della morte nel mondo antico si seppellivano i corpi presso le strade, oppure si pensava che luomo continuasse a vivere nei figli, si esaltava la fine eroica, e si scrivevano lapidi funebri per celebrare la fama del defunto tra i vivi.
Anche nellAntico Testamento la morte era la fine di tutto e luomo ritornava polvere Genesi 3.19. La morte prematura poteva essere vista come punizione del Signore per la colpa delluomo; oppure Dio poteva punire una persona per salvare una comunità o la stessa comunità uccidere alcuni componenti per scongiurare il severo giudizio di Dio sul popolo.

7.1. Cristianesimo Fonti bibliche
Le manifestazione di una vita del corpo dopo la morte si riassumono in tre modi: resurrezione, assunzione, teofania.
I passi del Nuovo Testamento che narrano la resurrezione dai morti sono:
resurrezione della figlia di Giairo, operata da Gesù
risurrezione del figlio della vedova di Nain, operata da Gesù Lc 7, 11-17
resurrezione di Lazzaro, operata da Gesù Gv 11, 1-53
resurrezione di Tabita, operata da Pietro Atti 9, 31-42
resurrezione di Eutico, operata da Paolo Atti 20, 9
resurrezione di Gesù in tutti e 4 i vangeli
Nella Transustanziazione di Gesù Cristo Mediatore sul Tabor si manifesta il profeta Elia, e lanima di Mosè dopo la morte, secondo Deuteronomio 34.
Nel Vecchio Testamento non abbiamo casi espliciti di resurrezione, ma troviamo lAssunzione al cielo in anima e corpo del profeta Elia e di Enoch. Lopera di Elia ed Eliseo in 1R 17:17-24 e 2R 4:18-37, è interpretata al confine fra guarigione e resurrezione come lelisir del eterna giovinezza.

7.2. Cristianesimo Il superamento della morte nel Nuovo Testamento
La speranza del superamento della morte o risurrezione è enunciata per la prima volta nella Bibbia in Isaia 26.19 e in Daniele 12.2. Secondo i profeti, per chi vive nel presente, e per i morti delle generazioni passate, la morte può essere superata grazie a un atto divino della nuova creazione.
La profezia si compie con la discesa di Gesù agli Inferi nel Nuovo Testamento, a beneficio delle anime di quanti erano morti prima della resurrezione di Cristo, senza salvarsi in Paradiso. La salvezza in Paradiso era già possibile, se è vero che lanima di Mosè sul Monte Tabor, si mostra prima che Gesù sia crocifisso e risorga dalla morte di croce.
Il Regno di Dio giungerà alla fine dei tempi, quando il peccato sarà vinto e la morte privata del suo dominio della reincarnazione.
In polemica con i Sadducei, Gesù ribadisce il concetto di resurrezione, di cui vi sono nei Vangeli diversi richiami.
Nei Vangeli lespressione in greco che indica la risurrezione dai morti è anàstasis nekrôn, con un significato assai più forte di quello della lingua italiana. In greco è il rialzarsi da coloro che sono morti; ed è unimmagine assai vivida, poiché i morti sono i cadaveri, dai quali esce il nuovo corpo dato dallanima. Tale vivacità di espressione si trova nellevangelista Marco 9.9:10: dopo la trasfigurazione Gesù ammonisce Pietro, Giacomo e Giovanni - che non comprendono - affinché non parlino dellaccaduto fino a quando ὁ υἱὸς τοῦ ἀνθρώπου ἐκ νεκρῶν ἀναστῇ o huiòs toû anthròpou ek nekrôn anastê il figlio delluomo non fosse risorto da quelli che sono morti.
La fede nella resurrezione è ribadita anche negli Atti degli Apostoli Atti 4.2 e 17.32 e nelle Lettere di Paolo. Per San Paolo, la morte è il prezzo del peccato Romani 6.23 e Satana ha il potere sulla morte Ebrei 2.14 anche se è solo Dio che salva, condanna, dà vita ai morti e chiama allesistenza anche ciò che non esiste. Gesù resuscita per la nostra giustificazione Romani 4.25 e morire con Cristo è morire al mondo, e alle potenze del mondo che rendono schiavi Colossesi 2.20. Il Salvatore ha fatto diventare luomo nuova creatura e gli ha donato nuova vita.
Per il Cristianesimo nella sua più alta espressione, la morte di Gesù non è stata quella di un grande uomo o di un martire, di un sobillatore o di un innocente buono, ma levento della salvezza unico e fondamentale. Il concetto di morte è motivo pertanto di costante riflessione: Non avere paura, abbi solo fede – scrive levangelista Marco 5.36.
Nei primi tempi del Cristianesimo fu ripresa e rafforzata la tradizione farisaica sulla risurrezione, dandogli un nuovo contenuto basti pensare allimportanza del tema delle Risurrezione di Gesù come fondamento della fede e del "primo annuncio cristiano", o kerigma anche se il problema dello Sheol e cioè del destino delle anime dei giusti dopo la morte corporale, non fu inizialmente molto sviluppato. Probabilmente ciò avvenne anche in conseguenza della fede nella seconda venuta di Cristo, o Parusia, che si riteneva dovesse essere imminente.
Sono indicazioni di questa tradizione il racconto della risurrezione di Lazzaro di Betania Giovanni 11.1-46, risvegliato dal sonno della morte così come le altre risurrezioni operate da Gesù nonché vari passi dei Vangeli ad esempio Matteo 13.49-50.
Anche Paolo oltre che a professare la fede nella risurrezione terrena di Gesù annuncia la sua fede in una futura risurrezione dei morti. Atti 24.15.
nutrendo in Dio la speranza, condivisa pure da costoro, che ci sarà una risurrezione dei giusti e degli ingiusti.
Al proposito si veda anche per esempio 1 Tessalonicesi 4.16. Anche lApocalisse, in vari passaggi, si parla dellargomento 1.18, 20.13-14, 6.8
Tuttavia, già nei tempi apostolici le lettere di Paolo ai Tessalonicesi ne sono un esempio, mentre si prendeva coscienza che la Parusia sarebbe avvenuta in tempi non immediati, si rendeva necessario chiarire il destino dopo la morte dei Battezzati, dei Martiri, così come dei santi e della Vergine Maria, il cui culto si diffuse enormemente già nei primi secoli. Dal Nuovo Testamento e dalla Tradizione cristiana si comprese perciò che le anime di coloro che avessero meritato la Salvezza salissero in Paradiso corrispondente al "seno di Abramo" del Vangelo e della tradizione ebraica, eventualmente dopo un periodo di purificazione successivo alla morte, ed a tale proposito venivano offerte le preghiere di intercessione per i defunti vedi evoluzione della concezione del Purgatorio nella Chiesa Cattolica e la tradizione greco-ortodossa della preghiera particolarmente intensa nei tre giorni successivi alla morte. Cristo, al suo ritorno alla fine dei tempi, avrebbe poi pronunciato il Giudizio universale, seguito poi dalla risurrezione della "carne" cioè dei corpi, trasfigurati a somiglianza di quello di Gesù dopo la risurrezione o dei morti, come si dice, rispettivamente, nel simbolo degli apostoli ed i quello niceno-costantinopolitano, sia dei giusti che degli ingiusti, i primi per la vita eterna nel Regno di Dio sulla terra, gli altri per una risurrezione di condanna.

8. Gnosticismo
Lo Gnosticismo è una dottrina religiosa che fiorì nel II secolo e che trova nel diacono Valentino uno dei suoi maggiori esponenti.
Gli gnostici valentiniani cercarono di risolvere leterno dilemma che si presenta a chi pensa a un mondo creato: se il mondo è stato creato da un Dio, da dove viene il male? Se Egli non ha creato il male come lo si può considerare unico Creatore delle cose?
Per risolvere questo problema gli gnostici elaborarono una cosmogonia secondo la quale allinizio di tutte le cose esisteva lEssere Primo, Bythòs, che dopo ere di silenzio e di contemplazione, tramite un processo di emanazione, diede vita al Pleroma mondo divino, formato da 30 Eoni raggruppati in coppie maschili e femminili. Al vertice di questi Eoni si pone la coppia Abisso e Silenzio questultimo elemento femminile, coppia da cui nacquero per emanazione tutta una serie di Eoni in una sequenza di potenza sempre inferiore. Lultima di queste coppie fu quella formata da Sophia e Cristo. LEone Demiurgo, spinto a sua insaputa dallEone Sophia crea laspetto materiale delle cose e anche luomo mentre questa, a sua volta, è spinta nella creazione dallEone Gesù. Dal Demiurgo nacquero anche il diavolo detto Kosmokrator e la sua corte di angeli malvagi.
La Rivelazione di Dio tramite lEone Gesù pulisce il cuore corrotto delluomo e gli rivela la scintilla divina che è presente in lui e che è "estranea" al mondo materiale. È allora possibile la salvezza che consiste nel ritorno dellelemento pneumatico delluomo al Pleroma ove esso resterà assieme agli angeli che circondano il Salvatore. Questa Salvezza si ottiene con la fede e con le buone azioni.

9. Manicheismo
Mani, che visse nel III secolo, è il fondatore di una religione basata sul sincretismo tra cristianesimo, buddismo, mazdeismo e gnosticismo di stampo valentiniano. La religione creata dal filosofo persiano Mani si configurava come religione di pura ragione in contrasto con la credulità cristiana: spiegava lorigine, la composizione, ed il futuro delluniverso e disprezzava il cristianesimo perché era pieno di dogmi.
Riguardo alla vita dopo la morte, il manicheismo parlava di tre destini differenziati per i Perfetti, gli Uditori, ed i Peccatori non-Manichei. Le anime dei primi dopo la morte, sarebbero state ricevute da Gesù, e, purificate dal sole, dalla luna, e dalla stelle le loro particelle di luce, liberate, sarebbero salite al Primo Uomo e formate in divinità minori, che avrebbero circondato la sua persona.
Il fato degli Uditori sarebbe stato, in ultima analisi, lo stesso di quello dei Perfetti, ma avrebbero dovuto passare attraverso un lungo purgatorio prima di arrivare alla beatitudine eterna. I peccatori, invece, avrebbero dovuto vagare tra i tormenti e langoscia, circondati dai demoni e condannati dagli angeli, fino alla fine del mondo, quando saranno gettati anima e corpo allinferno.

10. Catarismo
Il Catarismo degli Albigesi è un movimento religioso sviluppatosi tra il XII ed il XIV secolo soprattutto nel sud della Francia.
Il Dualismo rappresenta lelemento più importante della Teologia Catara: il mondo materiale è visto come il Male, mentre il Bene può essere trovato solo in cielo vicino a Dio. La vita dei Catari è perciò tesa a portare il Bene dellUomo lanima, concepita come una scintilla divina, fuori dal mondo cattivo, verso il Cielo, realizzandone così la liberazione.
Questo processo di liberazione avveniva per gradi a seconda delle capacità di ogni individuo. I Catari accettavano lidea della reincarnazione per cui coloro che non riuscivano a realizzare la liberazione durante il presente viaggio mortale sarebbero ritornati unaltra volta per continuare la battaglia verso la Perfezione. La reincarnazione non era quindi né necessaria né desiderabile ma solo legata al fatto che non tutti gli esseri umani sono capaci di rompere le catene della materia in una sola vita. Il destino finale di ogni anima è quindi il ritorno, dopo lungo cammino, al Bene, cioè Dio.
Queste convinzioni spiegano la facilità con cui i Catari, perseguitati dalle Crociate Albigesi, entravano spontaneamente nei roghi preparati e accesi e si lasciavano bruciare cantando.

11. Medioevo
Nel mondo cristiano le convinzioni sulla morte e sulla risurrezione si mantennero più o meno uguali fino al Trecento quando esse furono scosse dalle affermazioni di papa Giovanni XXII agosto 1316, dicembre 1334. Questo Papa contraddistinse il suo Pontificato per uno smodato uso del perdono impartito dietro pagamento a peccatori e anime in Purgatorio, per le sanguinose guerre condotte e per una bolla, Cum inter nonnullus, in cui condannava come eretica la povertà dei Francescani.
Contrariamente alla concezione teologica allora comune Giovanni XXII sostenne lopinione che le anime dei defunti dimoranti sotto laltare di Dio Apocalisse 6.9 avessero solo la visione della natura umana di Cristo e venissero ammesse alla piena beatitudine unicamente dopo il Giudizio Universale. Egli presentò questa sua concezione soprattutto in tre omelie: il 1º novembre e il 15 dicembre 1331 e il 5 gennaio 1332. Nella terza omelia affermò che sia i demoni sia gli uomini riprovati andranno al castigo eterno dellInferno solo dopo il Giudizio Universale. Per avvalorare la sua concezione Giovanni XXII redasse nellanno 1333 anche una dissertazione.
Il re Filippo VI di Francia fece fare un esame dallInquisizione. Lesame iniziò il 19 dicembre 1333. Da parte sua anche il Papa convocò una commissione di cardinali e di teologi, che il 3 gennaio 1334 in concistoro lo indusse a dichiarare che avrebbe revocato la sua concezione, se essa fosse trovata in contrapposizione alla comune dottrina della chiesa.
Morì il 4 dicembre 1334, ma con una bolla la Ne super his datata 3 dicembre 1334 ed emanata dal suo successore papa Benedetto XII ritrattò la sua dottrina. Oggi la Chiesa cattolica ritiene che Giovanni XXII parlò esprimendo unopinione personale e non ex cathedra.
Il nuovo papa Benedetto XII pubblicò nel 1336 la costituzione apostolica Benedictus Deus in cui fissò i principi di fede ancora oggi validi.
In particolare da allora la Chiesa cattolica afferma che lanima "subito dopo la morte" mox post mortem passa attraverso un giudizio particolare e poi viene retribuita immediatamente salendo subito in Paradiso per godere della visione di Dio o viene ammessa al Purgatorio, per essere purificata e poter accedere alla visione di Dio in un secondo momento o eventualmente scende allInferno.
Per quanto riguarda il giudizio finale giudizio universale si cita di seguito il Catechismo della Chiesa Cattolica:

12. Chiese avventiste
La posizione dei vari movimenti dellEvangelicalismo è sostanzialmente allineata alla visione del Cristianesimo del primo secolo. La risurrezione avviene al momento del Giudizio Universale e il periodo tra la morte e la risurrezione è trascorso nello Sheol. Con un paragone alla liberazione degli Israeliti dalla schiavitù in Egitto si parla piuttosto di una risurrezione in questa vita quando si scopre e si aderisce alla fede in Cristo.

13. Testimoni di Geova
I Testimoni di Geova sostengono di praticare il ripristinato cristianesimo del primo secolo. Credono nella resurrezione e in una futura ricompensa per i giusti che distinguono in due categorie:
tutti gli altri servitori di Dio che vivranno in eterno con un nuovo corpo nel caso dei risorti, su una terra ritrasformata in Paradiso.
144.000 scelti per uno scopo, il piccolo gregge che regneranno in Cielo assieme a Cristo dopo una risurrezione spirituale senza un corpo carnale, ma con uno spirituale.
Non credono allimmortalità dellanima, perché credono luomo stesso sia unanima, né allesistenza di Inferno e Purgatorio, che di fatti non vengono citati nella Bibbia. Anche gli ingiusti risorgeranno in quello che verrà ripristinato come Paradiso, ma come chiunque saranno soggetti alla seconda morte, che varrebbe a dire lannullamento, se non verranno seguite le norme di Dio durante il Millennio.

14. Islam
Secondo la fede islamica, lumanità è destinata alla morte ma, nel momento del Giorno del Giudizio Yawm al-dīn, Allah farà suonare dai suoi angeli le Trombe del Giudizio, che provocheranno lannichilimento di ogni essere. Un secondo suono di Tromba farà risuscitare tutti gli uomini, nessuno escluso, in corpo, anima e spirito, perché siano giudicati e, a seconda dei casi, premiati col Paradiso o condannati allInferno. Tuttavia prima della resurrezione corporea esiste un aldilà, questo periodo che va dalla morte alla resurrezione, è detto" Al-Barzakh”. Il Sacro Corano e gli Aĥādīth ci dicono che prima della resurrezione esiste un periodo di vita che costituisce il tramite tra questo mondo e lAldilà.
Durante questo periodo i probi si troveranno sul sentiero che conduce al Paradiso, una delle sue porte sarà aperta davanti a loro e, in attesa dellavvento del Giudizio Universale, godranno dei suoi beni. I malfattori, invece, saranno messi sul sentiero dellInferno e una delle sue porte sarà aperta davanti a loro. Rimarranno fino al Giorno del Giudizio nelle torture e nei tormenti, passeranno un triste e spiacevole periodo e dalla paura dellavvento del Giudizio Universale e dei tormenti dellInferno si troveranno in una condizione dangoscia e di terrore.
Il Giorno del Giudizio è per questo chiamato anche Yawm al-qiyāma Giorno della risurrezione.

15. Religioni orientali
In alcune religioni orientali, la risurrezione prende talora la forma della reincarnazione, talché i relativi dogmi identificano in ogni essere vivente dalla formica allelefante, tanto per citare esempi confortati da nota letteratura il portatore dello spirito o dellanima di un trapassato.